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Come fare un atto di compravendita di un immobile senza soldi

Passo per passo
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Come fare un atto di compravendita di un immobile senza soldi

In base al Codice Civile, un atto di compravendita di qualsiasi bene, quindi anche di un immobile, si configura come una transazione in cui, in cambio del bene acquistato, il venditore riceve un congruo corrispettivo in denaro. Esistono però particolari situazioni in cui si può configurare una situazione in certo qual modo differente, infatti, proprio nel caso degli immobili, il trasferimento della proprietà può essere effettuato con un atto a titolo gratuito tra vivi, come la donazione, oppure con un testamento, nel caso di morte del donatore. Proprio al fine di conoscere le caratteristiche di queste particolari situazioni, la redazione di Uncome.it spiega in questo articolo come fare un atto di compravendita di un immobile senza soldi.

 

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Istruzioni:
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Una premessa necessaria su questo tema è che, in un contratto di vendita, il prezzo può anche non corrispondere esattamente al valore del bene trasferito, ma non può essere di un importo tanto basso da avere una valenza del tutto simbolica, dal momento che nasconderebbe una donazione. Inoltre, occorre ricordare anche che l'omessa indicazione o l’indeterminabilità del corrispettivo di vendita, possono determinare, ai sensi di una sentenza della Corte di Cassazione, la nullità della vendita stessa.

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Se si svolgono poi considerazioni di natura più pratica, ci si rende chiaramente conto che un atto di compravendita senza soldi potrebbe essere una situazione desiderabile solo tra familiari o comunque in situazioni in cui il proprietario dell’immobile voglia favorire o avvantaggiare l’(pseudo) acquirente. Altri motivi per cui si può effettuare una donazione di un immobile, specie se a una persona terza, esterna al nucleo familiare, è la volontà di evitare la consegna del patrimonio a eredi non meritevoli. Una donazione può essere anche effettuata per ragioni di riconoscenza verso una persona che ha precedentemente offerto il proprio aiuto o i propri servigi al donatore, oppure a scopo di beneficenza, effettuando in tal modo la donazione di un immobile a istituti religiosi o a istituzioni culturali o scientifiche.

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L’atto di donazione immobiliare, o anche di beni mobili, è un atto pubblico (notarile) con cui il proprietario (donante o donatore) di un bene immobile trasferisce una proprietà quando è ancora in vita, senza chiedere nessun corrispettivo in cambio, a un beneficiario (donatario). La donazione è caratterizzata dal fatto che non c’è un corrispettivo, è un passaggio immobiliare come un atto di compravendita, con la differenza che non c’è passaggio di denaro.

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La donazione può essere arricchita da diverse clausole che possono far assumere a quest’atto sfumature differenti. La donazione immobiliare, inoltre, non è un atto unilaterale, ma deve essere anche accettata: il beneficiario deve esprimere la propria volontà di ricevere questa erogazione liberale in modo consapevole e, d’altro canto, potrebbe anche non accettare la donazione stessa.

 

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Dal momento che la donazione può essere un espediente per cedere ai propri eredi i propri beni, prima dell’effettivo decesso, nel caso di più figli, la donazione dovrà essere a beneficio di tutti. Nel caso in cui si voglia donare un immobile a un solo figlio e il donatore abbia, comunque, più figli viventi, sarà necessario precisare che la donazione stessa è è fatta in conto di legittima e, quindi, fatti salvi i futuri diritti successori degli altri eredi legittimi, ovvero degli altri figli.

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Se il donatario o beneficiario della donazione di un immobile è nella condizione di scegliere tra un atto di donazione e un atto di vendita, è opportuno ricordare che la donazione costituisce un titolo revocabile e, quindi, è controindicata, rispetto alla vendita, non tanto dal punto di vista giuridico, quanto dal punto di vista pratico, dal momento che, in genere, le banche non si sentono adeguatamente garantite in caso di richiesta di mutui da parte dello stesso donatore che, in un futuro più o meno prossimo, potrebbe trovarsi senza quell'immobile che, al momento della richiesta del mutuo, viene offerto a garanzia dell’onorabilità del mutuo stesso.

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