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Quali sono i rischi di scaricare film da internet

Di Valentina. Aggiornato: 16 ottobre 2017
Quali sono i rischi di scaricare film da internet
Immagine: Freepik.com

Chiunque sa che scaricare materiale protetto da copyright è un reato, ma pochi riflettono sugli altri rischi cui si si va continuamente incontro effttuando questa operazione sul web tramite i software di condivisione. E' importante capire quali potrebbero essere le conseguenze delle nostre azioni, per compierle consapevolmente e non rimanere male se purtroppo si dovessero verificare quelle situazioni spiacevoli. Anzitutto, però, bisogna comprendere fino in fondo cosa è illegale e cosa non lo è secondo la legge italiana. Affrontiamo questo tema su www.uncome.it.

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Passi da seguire:
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Il primo dei rischi non calcolati di solito è quello di incappare in virus al posto del contenuto prescelto, con la possibilità di trasmettere informazioni su ciò che scarichiamo e sui siti che consultiamo ad altri sconosciuti che lucrano su questi dati illegalmente. Unica soluzione è quella di utilizzare un buon antivirus.

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Secondo rischio è quello di trovare materiale pornografico al posto del contenuto desiderato. Un campanello d'allarme è la pesantezza del file, in genere un film in buona risoluzione si aggira tra 1 Gb e 2 Gb, i BlueRay e gli HD sono molto superiori, così come i DVD rippati; pertanto, se il file non supera i 500 Kb, qualche dubbio dovrebbe farle venire nell'utente. Per non parlare poi della gravissima e remota possibilità di scoprire materiale pedo-pornografico, cosa assolutamente da denunciare per evitare di avallare un circuito maledetto e nascosto.

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Terzo rischio è quello di incontrare, al posto del contenuto cercato, un server spia della finanza, destinato a controllare ciò che si scarica illegalmente ed a punire eventualmente i malfattori. Considerato che si tratta di milioni di persone, è praticamente impossibile arrestare o multare tutti, ma i "pesci grossi", magari gestori del canale di condivisione P2P (all'interno di software quali Emule, BitTorrent, uTorrent), potrebbero essere acciuffati e bloccati.

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Infine: il quarto rischio è quello classico legato all'infrazione della legge sul diritto d'autore, formulata originariamente come legge 633 del 1941, rivista poi come legge Urbani nel 2004, modificata e aggiornata continuamente in vista dell'avvento delle tecnologie telematiche e dell'avvento dei software di file sharing. Sono previste pene carcerarie da sei mesi a 3 anni o da uno a 4 anni oppure multe da 2600 euro circa a 15500 euro circa per chi acquisisce per sè o per altri, agendo "per trarne profitto" e non come in passato "a fini di lucro", opere d'arte che siano film, musica, opere letterarie, immagini, video, programmi informatici, documenti vari, protetti da diritto d'autore, di cui non abbia pagato i rispettivi compensi alla Siae, in modo da far pervenire il giusto pagamento all'artista ed all'editore proprietari del copyright sull'opera stessa; è reato ovviamente anche la diffusione in pubblico delle opere stesse non autorizzata. Il profitto non consiste più solo nel guadagno di denaro, ma nel risparmio dello stesso, necessario per ricompensare il creatore dell'opera ed il suo editore/produttore che sono coloro che hanno investito a loro volta in energie mentali, fisiche, psichiche e materiali per ottenere quel risultato e che si meritano pertanto di avere qualcosa in cambio.

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Detto questo, bisogna ricordare che i programmi di condivisione di file sono scaricabili gratuitamente da tutti, quindi possederli non costituisce reato. Se si acquista un CD o un intero album in .mp3 non si commette reato mettendolo su un altro tipo di supporto, che sia un lettore .mp3 o un software per la lettura dei file multimediali sul computer, perchè i diritti alla Siae sono stati versati; quando però si inserisce in una cartella all'interno di un programma di file sharing e si rende pertanto disponibile a tutto il mondo in forma libera, si commette un reato, perchè si abbattono i costi del diritto d'autore per tutti gli altri.

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Allo stesso modo, quando si ottiene una versione di prova di un programma per computer della durata di 15-30 giorni, e si trova poi un file che permette di fingere di possedere un numero di licenza (crack), sbloccando pertanto l'utilizzo illimitato del software, si commette così un reato.

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Ovviamente, benchè il web sia pieno di consigli su come scaricare illegalmente i film, la musica, i software, eccetera, su Uncome.it ci schieriamo sicuramente contro la pirateria informatica sconsiderata, che non premia gli artisti, gli inventori, chiunque abbia avuto la genialità di "lanciare nel mondo" un qualcosa di nuovo, di originale, di mai realizzato fin'ora. Poi si potrebbe fare un discorso a parte su chi "lucra" sugli artisti, quindi sugli editori, sui produttori cinematografici, sulle case discografiche, insomma su tutti coloro che "sfruttano" la creatività degli altri, detenendo diritti sul prodotto delle menti degli altri; ma ciò che è regolato da un contratto va sempre rispettato, ciò che è ufficialmente illegale non deve esserlo...

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