Gli immunosoppressori sono farmaci che bloccano le risposte del sistema immunitario. Sono utilizzati per la prevenzione e il trattamento del rifiuto di un organo trapiantato e agiscono diminuendo la capacità dell'organismo di attaccare le cellule dell'organo trapiantato. Si tratta di un trattamento cronico che va iniziato a partire dal primo giorno del trapianto e a volte può essere utilizzato contro le malattie autoimmuni: sclerosi multipla, artrite reumatoide, ecc. Nel presente articolo di unCome, ti diamo maggiori dettagli su come agisce e cos'è un farmaco immunosoppressore.
Quando un paziente è in trattamento con immunosoppressori è fondamentale che conosca a memoria il nome del farmaco. Durante i controlli medici, dovrebbe sempre informare il medico su quale farmaco sta assumendo e non modificare mai le dosi prescritte. Inoltre, è essenziale prestare attenzione alla comparsa di eventuali effetti collaterali, comunicandoli tempestivamente al medico.
Le analisi di controllo dei livelli di medicinale nel sangue devono essere effettuate a digiuno e senza aver assunto il farmaco immunosoppressore. Si tratta di un prelievo di sangue standard, ma se hai dubbi, è sempre meglio consultare il tuo medico per chiarimenti.
In caso di vomiti dopo l'assunzione dei farmaci immunosoppressori, è consigliabile prendere uno sciroppo o compressa antiemetica per arrestare i vomiti e, dopo mezz'ora, assumere nuovamente la medicina. Se i vomiti persistono, è consigliabile rivolgersi al proprio medico, che potrà fornire ulteriori indicazioni e soluzioni.
In caso di errore di dose, non cercare mai di correggerlo da solo. È importante chiedere sempre aiuto al tuo specialista. Assumere due volte il farmaco immunosoppressore in breve tempo può portare a un'overdose, quindi la supervisione medica è cruciale.
Gli effetti collaterali tendono ad essere più evidenti soprattutto nel primo periodo dopo il trapianto. È comune la comparsa di peli sul volto, aumento di peso, diabete, vomito, nausea, diarrea, tossicità renale, e una maggiore propensione alle infezioni. Tuttavia, questi sintomi solitamente si attenuano man mano che il paziente si stabilizza e può ridurre le dosi di immunosoppressori sotto la guida del medico.
I sintomi di allarme possono indicare una complicazione in atto. Questi includono una febbre superiore ai 37.5°C, alta pressione sanguigna con valori superiori a 140/90 mmHg, alterazioni della vista, mal di testa, diarrea, vomito o dolori addominali persistenti per 24 ore, difficoltà respiratoria o tosse persistente. È essenziale, se il paziente manifesta questi sintomi, recarsi immediatamente al pronto soccorso per ricevere le cure adeguate.
Il paziente che ha subito un trapianto è particolarmente suscettibile alle infezioni, richiedendo quindi cure dietetiche specifiche: lavare accuratamente gli alimenti, bere acqua in bottiglia, evitare i grassi e gli alimenti crudi. Inoltre, è fondamentale mantenere una rigorosa igiene personale, con docce quotidiane, lavaggio dei denti con uno spazzolino morbido dopo ogni pasto e l'uso di prodotti da toeletta personali. Si raccomanda inoltre che la casa sia ben ventilata, priva di umidità e insetti, per ridurre il rischio di infezioni.
Per quanto riguarda le vaccinazioni, è raccomandato che prima che sia trascorso un anno dal trapianto non vengano somministrati vaccini, a causa della risposta compromessa del sistema immunitario che non produce anticorpi. Non si dovrebbero ricevere vaccini di virus vivi o attenuati, eccetto sotto stretta prescrizione e supervisione medica.
Questo articolo è puramente informativo, in unCOME non abbiamo la facoltà di prescrivere nessuna cura né realizzare alcun tipo di diagnosi. Ti invitiamo ad andare dal medico nel caso in cui presenti qualsiasi tipo di malessere.
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