Ci siamo, hai visto un bellissimo disegno astratto sul corpo di uno dei tuoi amici, di un tuo conoscente o semplicemente di qualche sconosciuto in spiaggia quest'estate? Se sei qui è perché hai deciso di saperne di più. Qui su www.uncome.it potrai soddisfare tutte le tue curiosità.
Al contrario di quelle che sono le conoscenze o percezioni comuni, soprattutto tra i meno esperti e informati in questo vastissimo mondo, chiamarli "tatuaggi Maòri" o "tatuaggi Polinesiani" non è la stessa cosa!
Infatti quando parliamo di tatuaggi Polinesiani abbracciamo numerose culture, Maori compresi. La Polinesia (il nome significa “tante isole”) è un’area geografica dell’Oceania compresa fra la Nuova Zelanda (la terra del popolo Maòri), le Hawaii e l’Isola di Pasqua; è quindi formata da isole e arcipelaghi, tante terre, tante culture e tradizioni, ciascuna con le sue peculiarità.
Chi sono i Maori?
Non possiamo non cominciare una descrizione dei tatuaggi Maòri senza spiegare di chi stiamo esattamente parlando, ovvero di una popolazione che vive principalmente nel nord della Nuova Zelanda, e che è ovviamente distante tanto fisicamente quanto culturalmente dal nostro modo di vivere e pensare.
In questa straordinaria cultura il tatuaggio è da sempre un vero e proprio rito sacro, al quale vengono sottoposti gli appartenenti a questa società, a partire dall’età che segna il passaggio all’età adulta. Questo rito rappresenta un'importante transizione nella vita di ogni individuo, segnando la maturità e la responsabilità.
Per capire meglio di chi stiamo parlando, avrai senz'altro visto o sentito parlare della tradizionale e celebre danza dell'haka, un antico canto mimato che, originariamente nato come un'invocazione al dio sole, ci è stato fatto conoscere sui campi di rugby dalla famosissima squadra nazionale degli All Blacks.
I tatuaggi Maòri
I tatuaggi Maòri, come ti abbiamo anticipato, segnano il passaggio dall’infanzia all’età adulta, ovvero quel momento in cui un essere umano comincia ad essere considerato dai membri della comunità in cui vive un adulto a tutti gli effetti.
Un rito di passaggio dunque, che viene suggellato con l’inizio di un tatuaggio, generalmente sulla faccia, e che viene allargato e ritoccato durante il corso di tutta la vita, per segnare gli eventi più importanti. In altre parole, un tatuaggio Maòri non è mai finito. Inizia da giovani e continua fino all’ultimo dei giorni di un guerriero maori.
Ritualità e sacralità dunque, una sacralità tanto forte che nel passato (e in parte ancora oggi) continua a creare attriti tra chi si tatua uno dei disegni tradizionali Maòri e chi cerca di difendere le peculiarità di quella cultura. I tatuaggi Maori sono quasi ad esclusivo uso e consumo dei guerrieri, che li usano per differenziarsi dagli altri appartenenti alla società della quale sono membri e per spaventare gli altri guerrieri.
Questi tatuaggi non solo servono a spaventare i nemici, ma anche a raccontare storie personali, a simboleggiare legami familiari e a dimostrare il coraggio e la forza del portatore.
Le principali categorie di tatuaggi Maòri
C’è il “Moko“, che è il tatuaggio più tradizionale, è ad esclusivo appannaggio di chi appartiene alle tribù e si è distinto per meriti di guerra o sociali. In altre parole, il tatuaggio moko indica lo status sociale di chi lo porta, dividendo anche per sesso (oltre che per funzioni sociali) chi lo porta.
Come già ti ho anticipato, i guerrieri utilizzano il moko per raccontare la propria storia, tatuandosi l'intero corpo: ogni segno indica un diverso avvenimento della propria storia personale.
Mentre le donne riportano il tradizionale segno sul mento ad indicare che sono legate ad un guerriero Maòri.
I tatuaggi Maòri possono però anche appartenere all’indice dei “Kirituhi“, una categoria non riservata ai guerrieri delle tribù maori, e che quindi possono essere utilizzati da chiunque. Questi tatuaggi, sebbene meno sacri, sono comunque portatori di significati profondi per chi li sceglie.
Spesso si ricorda la natura meno sacrale e meno mistica di questo tipo di tatuaggi, anche se comunque sono molto utilizzati dai maori stessi, che amano segnare con essi, così come avviene per quelli moko, i momenti importanti della loro vita.
Questi tatuaggi non solo decorano il corpo, ma servono anche a raccontare storie personali e a rappresentare connessioni spirituali e culturali.
Il Maòri in Italia
Il tatuaggio Maòri è uno dei più popolari in Italia. Basta frequentare una delle nostre spiagge per vedere quanto sia in realtà popolare questa tecnica (o meglio, quanto siano popolari questi disegni). Sono apprezzati non solo per la loro bellezza estetica, ma anche per il significato profondo e il legame culturale che rappresentano. Questi tatuaggi sono spesso scelti per il loro aspetto distintivo e la loro capacità di raccontare storie attraverso simboli intricati.
La cultura Polinesiana
Come ti ho già anticipato, quando parliamo di cultura polinesiana parliamo di una cultura molto antica, che ha fatto del tatuaggio un utilizzo davvero importante. Questa tradizione, profondamente radicata, rappresenta un mezzo attraverso il quale le persone esprimono la loro identità e i loro legami familiari.
La società polinesiana ha infatti utilizzato il tatuaggio come segno distintivo, per esprimere la sua identità e la sua personalità. I tatuaggi indicavano lo status sociale, lo status maritale, la maturità sessuale raggiunta, oppure la famiglia di appartenenza. Molti simboli, molti segni, molti significati, che come abbiamo visto negli altri generi di tatuaggi tribali stanno a significare il ruolo che si riveste nella società.
I Polinesiani erano soliti tatuarsi su tutto il corpo con disegni che, come nella tradizione Maòri, venivano iniziati subito dopo l’adolescenza, e terminati solo con la morte. Petto, volto, braccia e gambe, non c’era alcuna parte del corpo di un polinesiano che non fosse tatuata.
I disegni ricordano un po’ quelli delle altre tradizioni tribali, che sono composte principalmente da disegni stilizzati che assomigliano molto quelli che noi abbiamo sulle nostre camice e sulle nostre magliette. Disegni stilizzati ma che custodiscono comunque motivi e significati molto complessi, molto difficili da interpretare e riprodurre, e soprattutto molto affascinanti.
Ogni tatuaggio è unico e racconta una storia personale, rappresentando le esperienze di vita e le connessioni spirituali del portatore.
Le principali categorie di tatuaggi polinesiani
Hai già visto un tatuaggio polinesiano? Conosci i significati di tutte quelle forme? Innanzitutto i tatuaggi polinesiani si differenziano principalmente in due macro gruppi:
Gli Etua, che sono simboli religiosi e spirituali, considerati alla stregua di veri e propri talismani, utili per proteggere le persone. Questi simboli sono spesso utilizzati per la loro capacità di conferire forza e protezione spirituale.
Gli Enata, che hanno un forte valore sociale, sono il segno rappresentativo della vita della persona tatuata. In realtà, i simboli polinesiani sono una moltitudine infinita e soltanto una piccola parte di essi è stata decifrata, tutti gli altri custodiscono ancora oggi, segretamente, il proprio reale significato.
I tatuaggi polinesiani non solo abbelliscono il corpo, ma fungono anche da amuleti personali, proteggendo e guidando il portatore attraverso le sfide della vita.
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- Fonti:
- - Wikipedia
- - PassioneTattoo.it
- - NanopressDonna.it