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Differenza tra domicilio e residenza

Differenza tra domicilio e residenza

La differenza tra domicilio e residenza non è ben chiara a tutti e spesso nel linguaggio comune questi due termini sono utilizzati come sinonimi. Nell'ambito giuridico la definizione di queste due parole la si trova nel Libro I "delle persone e della famiglia" Titolo III, artt. 43 - 44. Quando una persona ha nel medesimo luogo il domicilio e la residenza e trasferisce questa altrove, di fronte ai terzi di buona fede si considera trasferito pure il domicilio, se non si è fatta una diversa dichiarazione nell'atto in cui è stato denunciato il trasferimento della residenza. Se volete scoprire e chiarirvi le idee su questi due termini, continuate a leggere il nostro articolo di UnCome in cui vi mostriamo la differenza tra domicilio e residenza.

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Residenza

La residenza viene concepita dalla legge italiana come la dimora abituale. Non va confusa con la dimora, che rappresenta il luogo in cui, raramente, la persona si trova e ha un valore giuridico in caso di assenza della residenza. Vi riportiamo di seguito gli articoli di legge interessati:

  • Articolo 43 Comma 2: La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale.
  • Articolo 44 Trasferimento della residenza e del domicilio: il trasferimento della residenza non può essere opposto ai terzi di buona fede, se non è stato denunciato nei modi prescritti dalla legge.

Con questo termine non si indica obbligatoriamente l'abitazione che viene definita come "prima casa". Per l'ordinamento giuridico italiano la residenza può essere comunicata solo ad un Comune, per l'iscizione alle liste elettorali, oppure per ottenere benefici fiscali e sanitari, ed è per questo che è un diritto molto importante. Se il soggetto cambia la propria residenza deve comunicarlo al proprio Comune, in caso contrario non è opponibile a terzi.

La residenza è gestita da diverse norme:

  • Codice Civile
  • Carta Costituzionale
  • DPR
  • Decreti legislativi

È costituita da due principi:

  • oggettivo: indica la permanenza in un determinato luogo;
  • soggettivo: indica la volontà di tale permanenza.

Quelle persone che vengono definite "senza tetto" non adempiono al principio oggettivo, cioè la permanenza in un determinato luogo, però possono usufruire dei servizi civili (elezioni) e sanitari.

Per quanto riguarda gli stranieri, cioè la categoria di persone che non risiedono all'interno dell'Unione Europea, devono recarsi al registro anagrafe del Comune con due documenti: passaporto e permesso di soggiorno. Avere la residenza sarà un vantaggio per lo straniero perchè gli permetterà di aspirare al diritto di cittadinanza.

Le persone nate nel territorio dell'Unione Europea per ottenere la residenza non devono mostrare il passaporto. Per un periodo di soggiorno superiore ai tre mesi, bisogna avere uno dei seguenti requisiti:

  • lavoratori subordinati o autonomi dello Stato;
  • persona iscritta ad un istituto pubblico o provato;
  • famigliare che accompagna o raggiunge un cittadino dell'UE con permesso di soggiorno.

Domicilio

Il domicilio indica il luogo dove il soggetto ha posto la propria sede principale degli interessi e/o affari, è tutelato sia da Codice civile che dalla Costituzione. Di seguito, l'articolo di legge in questione:

  • Articolo 43 Comma 1: il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi.

Per stabilire il domicilio di una persona devono verificarsi queste condizioni:

  • la stabilità nel luogo
  • e l'intenzione di voler far figurare quel luogo, come sede principale degli affari e/o interessi.

Il domicilio può essere suddiviso in categorie:

  1. volontario: corrisponde al domicilio ordinario e si ottiene avendo i requisiti, che sono stati detti in precedenza;
  2. legale: è il domicilio deciso dalla legge per determinate categorie di persone;
  3. generale: il soggetto stabilisce in modo generale la sede dei suoi affari e/o interessi;
  4. speciale: è la sede che viene scelta dal soggetto solo per alcuni atti e/o affari.

Il domicilio può non corrispondere alla residenza. Questo significa che il soggetto può avere la propria residenza nel Comune di Milano, ma avere come sede dei propri affari, cioè domicilio, la città di Napoli.

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