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Come fare per adottare un bambino a distanza

Passo per passo
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Come fare per adottare un bambino a distanza
Immagine: Mentecritica

Pensare di adottare un bambino a distanza è un atto di grande umanità, considerando non egoisticamente di avere un figlio proprio da accudire e tenere sempre con sé “a tutti i costi”, magari con un’adozione internazionale che lo porti nel nostro Paese, ma con l’opportunità per il bambino di crescere nel suo Paese, magari con i suoi familiari, e di avere un’istruzione, fino al momento in cui, adulto, potrà essere indipendente e libero di decidere della sua vita, senza essere schiavo di nessuna delle problematiche che affliggono la povertà delle sue origini (prostituzione, terrorismo, guerra…). Su www.uncome.it vi diamo la possibilità di riflettere su tale scelta, con tutte le indicazioni perché sia consapevole.

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Istruzioni:
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La prima cosa da sapere sull’adozione è che il termine “sostegno” è più consono del termine “adozione” utilizzato normalmente. Le organizzazioni che si occupano di sostegno a distanza (SAD) sono molteplici, si differenziano in base ai progetti proposti, ai luoghi in cui operano e agli obiettivi prefissati. I beneficiari di questi progetti possono essere bambini, famiglie o gruppi di persone (villaggi, comunità, istituti, scuole, ospedali). La procedura di adozione è semplice: una volta scelta l’associazione, si compila un modulo di richiesta tramite il sito web o telefonicamente, indicando i propri dati anagrafici, le modalità di versamento (rate mensili, semestrali o unica rata annuale) e la tipologia di beneficiario (singolo bambino, famiglie, gruppi). Conservando le ricevute, i versamenti potranno essere fiscalmente deducibili dalle tasse. Si cerca di garantire il sostegno per tutto il tempo necessario, con la possibilità di interromperlo solo previa tempestiva comunicazione. Essendo un sostegno limitato nel tempo, una volta decorso il termine (in genere alla maggiore età del bambino), i rapporti si interrompono.

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Le organizzazioni si pongono come intermediari e sono tenute a comunicare al sostenitore i propri dati, il proprio statuto e i bilanci economici e sociali, informandolo sulla percentuale trattenuta per i costi del progetto e sulle condizioni del beneficiario tramite corrispondenza con un referente locale. Viene garantita quindi chiarezza, trasparenza e tutela della privacy, condizioni necessarie affinché il progetto si sviluppi nella maniera più adeguata. Diventa molto importante la scelta dell’organizzazione e il progetto a cui aderire, un progetto da portare avanti con consapevolezza, serietà e continuità. L’Italia è un paese generoso riguardo le adozioni a distanza, i versamenti crescono ogni anno, anche se una vera e propria normativa vigente che punisca gli abusi non c’è. È importante conoscere la maniera in cui lavora una Onlus, leggendone lo statuto e controllando che abbia sottoscritto la Carta dei princìpi, al fine di evitare eventuali truffe e raggiri e per poterne scegliere una che eserciti esclusivamente per la cooperazione, la solidarietà e la tutela dei diritti dei minori.

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Esiste un’autoregolamentazione delle stesse associazioni benefiche, le quali operano innanzitutto nel rispetto delle leggi italiane. Il sostegno a distanza è stato regolarizzato dall’Agenzia per il terzo settore, istituita nel 2000 e attiva sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 2002. A partire dal 2 marzo 2012 l’Agenzia per il terzo settore è stata soppressa e queste funzioni sono passate all’attenzione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Per garantire ordine e chiarezza sul tema, già dal 2000, è stato istituito l’Osservatorio SAD, e poi stilata una “Carta dei Princìpi” che espone le linee guida per il sostegno a distanza di minori, alla quale molte organizzazioni hanno aderito, nel rispetto dei princìpi contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia, nelle Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, nella Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione della violenza contro le donne, e nella legge italiana contro la prostituzione minorile.

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Qualche caso grave di scorrettezza c’è stato e per fortuna è stato segnalato. Evitare truffe e raggiri si può: prima di tutto bisogna assicurarsi che l’organizzazione invii periodicamente degli aggiornamenti sulla situazione del progetto ed eventualmente lettere e foto del bambino stesso, ove possibile. La percentuale di spese poi, deve essere sempre inferiore alla percentuale di donazione effettiva. Sarà oppurtuno anche leggere attentamente lo statuto e il bilancio sociale, documento che riporta la quantità di denaro effettiva devoluta direttamente al bambino. Garantita deve essere anche la possibilità di recarsi sul luogo per andare a trovare il bambino sostenuto. Affinchè ciascuno possa trovare affidabilità e chiarezza nei rapporti con la Onlus di riferimento, è opportuno sceglierne una con sede nella propria città di residenza, così da potersi recare di persona a trascorrere anche solo qualche ora di volontariato attivo e constatare la serietà o meno dei progetti. Laddove si incappa in situazioni di scorrettezze e bilanci falsi, ci si può rivolgere alle autorità competenti, fare appello alle leggi italiane, magari unendo le forze con altri che sono stati truffati.

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2 commenti
Irene
Come orientarsi tra Save the children, unicef e ation aid o altri ?
Elisa
Io da molti anni ho un'adozione a distanza in Malawi con ActionAid e sono molto contenta, ricevo regolamente notizie e mi piacerebbe un giorno andare a trovare la bambina!

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