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Come assumere una badante

Passo per passo
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Come assumere una badante
Immagine: http://vocearancio.ingdirect.it

Sempre più spesso la vita quotidiana impedisce di occuparsi a fondo della pulizia della casa oppure, cosa molto più grave, di prestare le dovute attenzioni ai parenti più anziani, in primis ai propri genitori, magari non più autosufficienti. Ecco che diventano fondamentali due figure: colf e badanti. Vediamo su www.uncome.it come fare per assumere una badante in maniera regolare.

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Istruzioni:
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I lavoratori domestici sono coloro che prestano un’attività lavorativa continuativa per le necessità della vita familiare del datore di lavoro; la colf si occupa di curare prima la casa e poi le persone che vi abitano, la badante viene assunta invece proprio per aiutare e assistere le persone che non sono in grado di badare a sé. Il rapporto di lavoro è regolato in base a quanto specificato nel Contratto collettivo nazionale di lavoro colf e badanti, stipulato il 1 marzo 2007. In caso di contratto a tempo determinato, in attesa che ne inizi un altro parimenti a tempo, se si tratta delle stessa persona da impiegare, deve passare un intervallo di almento 60 giorni, se la durata del contratto è inferiore a 6 mesi, o di 90 giorni, se la durata è superiore a 6 mesi. Ci si può anche affidare ad un’agenzia per il lavoro, per utilizzare una persona messa a disposizione dall’agenzia stessa. In questo caso, il rapporto di lavoro è regolato da un contratto di somministrazione stipulato tra la famiglia e l’agenzia.

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Se la badante/colf è comunitaria, una volta giunta in Italia, deve solo richiedere la carta di soggiorno alla Questura competente entro 3 mesi dal suo ingresso. La carta di soggiorno dura 5 anni ed è valida per soggiornare in tutto il territorio italiano. Il cittadino europeo è così immediatemente assumibile per qualsiasi forma di lavoro domestico, anche di assistenza, secondo le normali regole valide anche per i cittadini italiani. Per procedere all’assunzione bastano un documento valido e il codice fiscale. Le pratiche devono essere espletate entro le 24 ore precedenti l’inizio del rapporto di lavoro. Il lavoratore può essere assunto anche se non iscritto nelle liste del collocamento. E’ ammessa l’assunzione di minori con età minima di 16 anni, se il lavoratore domestico è minorenne.

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I lavoratori extracomunitari devono essere in possesso del permesso di soggiorno; il loro datore di lavoro deve inviare in Prefettura, 5 giorni prima dell’inizio del rapporto, una copia del contratto di soggiorno e di quello di lavoro. Nella comunicazione devono essere indicate oltre alle generalità del datore di lavoro, quello del lavoratore extracomunitario, gli estremi del passaporto o del documento di identificazione che lo riguardano, l’esatta ubicazione dell’immobile ceduto o in cui la persona è alloggiata, ospitata, o presta servizio ed il titolo per il quale la comunicazione è dovuta. Inoltre, deve garantire un orario settimanale non inferiore a 20 ore, dimostrare di possedere un reddito annuo almeno doppio rispetto alla retribuzione dovuta al lavoratore, pagare le spese di viaggio in caso di rimpatrio e assicurare un alloggio adeguato. Il datore di lavoro deve attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto Flussi immigratori dell’anno in corso e a partire dalle scadenze indicate deve presentare la domanda di nulla osta al lavoro: il Governo stabilisce ogni anno quanti stranieri possono entrare in Italia per lavoro e riguarda stranieri che si trovano ancora nei loro Paesi di origine; si parla perciò di ingresso più che di regolarizzazione.

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I datori di lavoro hanno l’obbligo di comunicare l’assunzione del lavoratore direttamente alla sede Inps competente. La comunicazione può essere fatta con collegamento al sito www.inps.it, con consegna a mano, con una telefonata al contact center dell’Inps al 803164, con una raccomandata con ricevuta di ritorno. Nel caso di omessa o ritardata presentazione della comunicazione sono previste sanzioni amministrative da 100 a 500 euro per ciascun lavoratore interessato. L’annullamento di una denuncia di assunzione è consentito entro 5 giorni dalla data indicata quale inizio del rapporto di lavoro; superato questo periodo, deve essere comunicata la cessazione. La procedura telematica consente l’inoltro delle variazioni che devono essere comunicate, ossia la proroga del termine del rapporto di lavoro inizialmente stabilito nella dichiarazione di iscrizione, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, la cessazione del rapporto di lavoro.

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I contributi dovuti dal datore di lavoro domestico possono essere versati esclusivamente rivolgendosi agli aderenti al circuito “Reti Amiche”: il pagamento è disponibile presso le tabaccherie che aderiscono al circuito Reti Amiche ed espongono il logo “Servizi Inps”, presso gli sportelli bancari di Unicredit, tramite il sito Unicredit per i clienti titolari del servizio Banca online, in rete sul sito Internet www.inps.it nella sezione Servizi on line - Pagamento contributi lavoratori domestici, tramite la carta di credito per il pagamento telefonando al Contact Center numero verde gratuito 803164, oppure tramite il bollettino MAV - Pagamento mediante avviso. Il sistema di pagamento prevede che la procedura informatica proponga l’importo complessivo calcolato in base ai dati comunicati all’assunzione o successivamente variati e acquisiti con l’apposita comunicazione. Il versamento dei contributi all’Inps deve essere effettuato entro 10 giorni dal licenziamento o dimissioni.

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Il datore di lavoro può effettuare le trattenute previdenziali per la quota a carico della lavoratrice; è consigliabile comunque rilasciare una ricevuta/busta paga. Il datore di lavoro non può operare le ritenute ai fini fiscali in quanto non è sostituto d’imposta. Ha però l’obbligo di rilasciare al lavoratore una dichiarazione relativa alle retribuzioni percepite durante l’anno. Se nel contratto è fissato un termine, per la cessazione del rapporto di lavoro, i contributi previdenziali sono più cari, dal momento che comprendono anche un contributo addizionale dell’1,40%, necessario a finanziare l’Aspi. E’ possibile dedurre fiscalmente dal reddito del datore di lavoro i contributi obbligatori versati all’Inps per un importo massimo di euro 1549,37 annui. Il datore di lavoro può detrarre dall’imposta lorda il 19% delle spese, per un importo massimo di 2100 euro l’anno per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti. Tale detrazione spetta se il reddito complessivo non supera 40000 euro annui e compete al datore di lavoro non autosufficiente o ai familiari che ne sostengono la spesa.

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Commenti (1)

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Molto utile
1 commento
Ventresca Lorena
Buongiorno ho il problema di assumere una ragazza che vive in bielorussia Minsk ha 21 anni ed è venuta dal età di 6 anni fino ai diciotto in Italia con progetto Onlus .Adesso vorrei darle l opportunità di lavorare e vivere in Italia quali sono le apportunita per entrare in Italia? Grazie anticipatamente.
Luigi Nicastro


ciao Antonio,
la ragazza in questione, se viene contrattata da te in persona, con tutta la documentazione in regola, non dovrebbe avere problemi di sorta nè con i permessi nè tanto meno con lo stanziamento in Italia.
Maggiori informazioni le trovi nel sito della Camera di Commercio:
http://www.camcom.gov.it/
Un saluto dalla redazione di Uncome!

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